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Uno studio condotto a Shanghai dimostra che la qualità di quello che respiriamo al chiuso ha un impatto importante su ormoni e infiammazioni.

A Shanghai si vive immersi nella nebbia, ma non per normali fenomeni atmosferici: l’aria è irrespirabile e i livelli di guardia per lo smog sono sforati quasi regolarmente. Pensando a questo potremmo credere che i risultati ottenuti da Haidong Kan, docente di Scienze ambientali alla Fudan University di Shanghai, non ci riguardino granché: su Circulation l’esperto ha spiegato come cambiano (in peggio) innumerevoli parametri metabolici a seguito dell’esposizione dei suoi concittadini all’inquinamento fuori e dentro le abitazioni, dimostrando che i filtri antiparticolato possono ridurre le alterazioni e forse proteggere un poco dai danni da smog.

Continua a Leggere l’articolo su Corriere.it  l’articolo di Elena Meli